ATTACCO DI PANICO
Come si riconosce? E quali sono i
trattamenti efficaci?
Siete in coda al supermercato, situazione
vissuta un'infinità di volte. Ma quest'oggi
sentite una strana agitazione: le persone
in fila davanti a voi sembrano tante...,
troppe! E pensare di mettere tutta la
spesa sul nastro, insacchettarla e
rimetterla nel carrello appare
un'impresa ardua.
"No, non ce la posso fare..." pensate
mentre l'agitazione aumenta. Nel mentre
vi assalgono delle vampate di calore, le
mani cominciano a sudare e il cuore
batte forte, cosi forte che lo potete
percepire distintamente nel costato. E' a
questo punto che magari vi rendete
conto di avere qualche difficoltà di stare
in equilibrio, il respiro sembra pesante e
c'è come la sensazione di svenire... Cosa
sarà? "Non ho digerito?", "Sto avendo un
brusco calo o impennata di pressione?",
"Magari è addirittura un infarto?" Dio
mio, cosa devo fare?"
Richiamate tutte le forze, una fatica
immane. La cassiera vi sorride
chiedendovi la carta fedeltà e quanti
sacchetti avete bisogno, ma voi non la
sentite quasi neanche e rispondete a
monosillabi con l'espressione serrata.
L'unico pensiero è rivolto a questo
malessere. Avete paura, una maledetta
paura non solo perchè state male ma
soprattutto perchè non riuscite a capire
perchè.
Alla fine correte verso il parcheggio. Alla
vista della macchina i sintomi sembrano
lentamente regredire. Posizionale i
sacchetti nel baule, state un po' meglio
ma il pensiero è sempre lì.
E finalmente siete dentro all'abitacolo a
fissare il cruscotto... sembra essere
passato (quasi) tutto.
Ma cosa sarà stato? E soprattutto,
tornerà? E un pensiero comincia a
balenare in testa: "Forse è meglio che
non vada più a fare la spesa... "
Questo è uno dei più classici esempi che
viene riportato da chi ha sperimentato
un attacco di panico.
Ed in effetti l'attacco di panico (che
quando accade in maniera ricorrente
sfocia nel "Disturbo di panico") si
caratterizza per la velocità e la violenza
con cui si manifesta. Questo vero e
proprio tsunami infatti può esordire e
regredire nel giro anche di 10/20 minuti.
Le prime volte ci coglie impreparati,
come nell'esempio. E in questo caso si
parla di "attacco di panico spontaneo".
Successivamente può succedere che il
soggetto, traumatizzato da quanto
avvenuto e incapace di darne una
spiegazione logica, tenda ad associare il
luogo e la situazione in cui l'attacco è
avvenuto, al suo ripetersi. Questa
preoccupazione fa quasi sempre da
innesco e determina puntualmente il
verificarsi di tale evento, che in questo
caso può essere definito "attacco di
panico situazionale". Il soggetto allora
comincia istintivamente ad adottare
delle condotte di evitamento (cioè,
comincia ad evitare quei luoghi e quelle
situazioni).
Ma come si tratta questo tipo di disturbo?
Prima di tutto, per parlare di “Attacco di
panico”, è necessario escludere che ci
siano cause organiche alla base dei
sintomi che si sperimentano. Pertanto il
consiglio è quello di parlarne in prima
istanza col proprio medico che valuterà
l’opportunità di procedere ad
accertamenti clinici.
Nel caso l’ipotesi di patologie in corso di
tipo cardiaco, respiratorio, ecc. non
trovassero riscontri obiettivi, esiste un
vero trattamento efficace per l’insorgere
di questi attacchi.
Dobbiamo in questo caso attaccare il
problema su due fronti.
CURA DELL’ATTACCO DI PANICO IN
QUANTO TALE
Una terapia farmacologica, a dosaggi
adeguati e per tempi stabiliti, si rivela in
moltissimi casi molto efficace
determinando un’importante regressione
dei sintomi e il ritorno ad una vita
normale.
CURA DELL’ANSIA ANTICIPATORIA E
DELLE CONDOTTE DI EVITAMENTO
Come detto precedentemente, spesso
l’individuo tende a sviluppare un’ansia
molto forte anche quando gli episodi non
sussistono per la paura che essi possano
ripresentarsi. Inoltre evita di tornare in
luoghi o di compiere le stesse azioni
(anche se del tutto quotidiane) durante
le quali l’episodio si è manifestato in
quanto istintivamente crea
un’associazione tra queste e l’attacco di
panico.
Ciò spesso porta a situazioni invalidanti e
frustranti (pensate nell’esempio
riportato sopra cosa può significare non
andare più a fare la spesa). Da questo
punto di vista un trattamento
psicoterapeutico può essere molto
efficace per la rimozione di questi
pensieri disfunzionali riportando
l’individuo ad un completo
funzionamento personale e sociale.
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