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FASI DIFFICILI DELLA VITA
SOSTEGNO ALLA MALATTIA Il   sostegno   ai   malati   ed   in   particolare   ai   malati   terminali   pone   delle   sfide   particolari   per   gli   psicologi   clinici   ma   in   cambio offre ricompense uniche . In   quanto   rapporto   inevitabilmente   limitato   nel   tempo,   la   “accettazione”   diviene   l’obiettivo   primario.   Eppure   gli   studi dimostrano   che   questi   pazienti   possono   essere   comunque   fortemente   motivati   a   cambiare   e   a   lottare   con   la   doppia   esigenza da una parte di staccare dalla propria malattia e dall’altra di rimanere comunque con i piedi per terra. Gli   obiettivi   di   un   sostegno   in   questo   caso   sono   rispetto   al   proprio   lutto,   all’esigenza   di   dare   l’addio   alle   persone   e   alle   cose, di   creare   un   contesto   comunque   significativo   per   una   vita   che   si   avvia   verso   una   veloce   conclusione   e   ovviamente   non lasciarsi andare. In   questo   percorso,   lo   psicologo   può   fungere   da   compagno   e   guida   per   la   persona   malata   agevolando   il   raggiungimento   di questi obiettivi . Lo specialista in queste situazioni ha dei compiti veramente difficili in quanto deve partecipare alla sofferenza fisica del suo paziente, distinguere tra l’elaborazione di un  lutto imminente (e che riguarda se stessi) dalla semplice depressione.  Deve sostenere la persona nell’affrontare l’umana paura, facilitare una sorta di revisione della vita. Un   paziente   che   si   avvia   a   lasciare   questa   vita   ha   il   desiderio   di   lasciare   una   sorta   di   “eredità”,   un   segno   del   suo   passaggio che   sopravviva   alla   sua   morte   e   che   possa   idealmente   surrogare   la   sua   scomparsa   verso   gli   affetti   che   restano.   Anche   in questo   lo   psicologo   può   indirizzare   una   mente   smarrita,   impaurita   e   sicuramente   non   lucida   (anche   a   causa   della   malattia) verso ciò che è più giusto lasciare in “eredità” morale. Il   sostegno   psicologico   ai   pazienti   terminali,   come   si   vede,   non   è   quindi   tempo   perso .   Non   bisogna   mai   pensare   che   lavorare ad   un   soggetto   che   non   può   guarire   sia   un   progetto   senza   significato   perché   invece   il   risultato   di   alleviare   lo   stress   derivante da   una   situazione   di   tale   sofferenza   e   rendere   meno   drammatico   un   passaggio   così   cruciale   è   un   fattore   di   crescita personale, di estremo valore professionale e di incalcolabile significato umano    
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SOSTEGNO ALLA MALATTIA Il   sostegno   ai   malati   ed   in   particolare   offre ricompense uniche . In   quanto   rapporto   inevitabilmente   dimostrano   che   questi   pazienti   possono   da una parte di staccare dalla propria malattia e dall’altra di rimanere comunque con i piedi per terra. Gli   obiettivi   di   un   sostegno   in   questo   di   creare   un   contesto   comunque   lasciarsi andare. In   questo   percorso,   lo   psicologo   questi obiettivi . Lo specialista in queste situazioni ha dei compiti veramente difficili in quanto deve suo paziente, distinguere tra l’elaborazione di un  lutto imminente (e che riguarda se stessi) dalla semplice depressione.  Deve sostenere la persona nell’affrontare l’umana paura, facilitare una sorta di revisione della vita. Un   paziente   che   si   avvia   a   lasciare   che   sopravviva   alla   sua   morte   e   questo   lo   psicologo   può   indirizzare   verso ciò che è più giusto lasciare in “eredità” morale. Il   sostegno   psicologico   ai   pazienti   ad   un   soggetto   che   non   può   guarire   da   una   situazione   di   tale   sofferenza   personale, di estremo valore professionale e di incalcolabile significato umano