PRIMA DI PARTIRE
AZIONE
ALCUNI DISTURBI MENTALI
FASI DIFFICILI DELLA VITA
DISTURBI DELLA NUTRIZIONE
I Disturbi del Comportamento Alimentare rappresentano, almeno negli ultimi decenni, una vera e propria epidemia
sociale che vediamo presente soprattutto nei paesi occidentali ed occidentalizzati. Colpiscono soprattutto soggetti
di sesso femminile anche se sono in aumento i casi tra i maschi (il rapporto attualmente è 9 a 1). Hanno per lo più
un esordio precoce (con un picco tra 14 e 18 anni) e colpiscono tutti gli strati sociali.
Al di là delle caratteristiche dei singoli disturbi che poi vedremo nel dettaglio, esiste un denominatore comune che
accompagna tutti i soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare, e cioè
•
Perfezionismo estremo
•
Autostima cronicamente bassa
•
Intolleranza alle emozioni dolorose
•
Difficoltà interpersonali
Come si diceva, sono disturbi frequenti nei paesi ricchi e fortemente industrializzati come, Europa occidentale,
Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone mentre sono assenti o molto rari nei paesi più poveri dell’Africa, Asia
e America Latina
Questa distribuzione geografica conferma ancora una volta il legame esistente tra i DCA e i valori ma soprattutto i
conflitti specifici della cultura occidentale (la perfezione del corpo, la magrezza), assieme ad un generalizzato
miglioramento delle condizioni di vita che è tipico di queste realtà (prima fra tutte l’abbondanza di cibo). Non è un
caso che nei paesi in forte sviluppo, che quindi richiamano modelli occidentalizzati, assieme alla comparsa o
all’aumento dei DCA vi sia anche un esplosivo aumento dei casi di obesità e delle patologie ad esse correlate (come
il diabete, malattie cardiovascolari ecc,)
Da un punto di vista nosografico, attualmente i DCA contenuti nel DSM IV sono i seguenti
Anoressia Nervosa (AN)
Va detto subito che il termine anoressia, che alla lettera significa “mancanza di appetito”, in realtà è
inappropriato per questo tipo di disturbo dal momento che, quanto meno all’inizio, le pazienti rifiutano il cibo non
perché non abbiano fame ma perché temono di non riuscire a controllare la loro fame. Di fatto la vera e propria
perdita di appetito è presente solo nelle fasi più avanzate della malattia
Tra i più importanti criteri diagnostici utilizzati per la diagnosi di anoressia nervosa c’è
•
Il rifiuto di mantenere il peso corporeo ad un valore pari o superiore a quello minimo normale per età e
statura. Si parla ad esempio di limite di Indice di Massa Corporea a 17,5; sotto questo limite il disturbo è
conclamato. Nei casi in cui l’IMC scende al di sotto di 14, si assiste a un meccanismo somato-psichico in cui il
paziente non riesce più a percepire la realtà in modo corretto e perde la capacità di discriminare tra fame e
sazietà.
•
Intensa paura di acquistare peso o diventare grassi anche quando si è in evidente sottopeso. In tal senso è
presente una dispercezione delle dimensioni del proprio corpo. Al disturbo dell’immagine si accompagna quasi
sempre la negazione della malattia nonostante l’aspetto evidentemente emaciato.
•
Nelle femmine, dopo il menarca, si assiste ad amenorrea, ovvero assenza di cicli mestruali per almeno tre
volte consecutive. Ad esso segue un blocco della funzione ovarica, reazione di difesa che l’organismo mette a
fronte di una situazione generale di patimento. Nelle ragazze più giovani questo blocco si traduce in un ritardo
dello sviluppo puberale
Raramente la sintomatologia esordisce in modo acuto ma invece l’inizio è subdolo e insidioso. Secondo i dati a
disposizione, l’età di esordio dell’anoressia mentale è in genere compresa fra i 12 e i 20 anni, con due picchi in
corrispondenza dei 14 e 18 anni. Esistono però casi di esordio tardivo che sono spesso legati a eventi di vita quali
separazioni, lutti, difficoltà lavorative, ecc.) Il decorso è molto variabile:
•
Nel 50% dei casi la remissione è spontanea,
•
Nel 20% dei casi persistono sintomi sotto soglia.
•
solo il 30% dei casi si cronicizza pesantemente
La mortalità, che può raggiungere fino al 10% dei casi, avviene come diretta conseguenza dello stato di
denutrizione, degli squilibri elettrolitici o anche del suicidio
Bulimia Nervosa (BN)
Bulimia, in greco, significa “fame da bue” ed in effetti questa patologia è contraddistinta da una voracità
incontrollabile e da una fame insaziabile in cui l’individuo, generalmente in solitudine, ingurgita in pochissimo
tempo una quantità di cibo molto superiore a quella che sarebbe normale e lo fa in forma compulsiva. Il soggetto al
termine dell’abbuffata è puntualmente attanagliato da sensi di colpa che lo inducono ad adottare metodi di
compensatori per disfarsi del cibo ingerito e quindi evitare l’aumento ponderale. Questi metodi sono il
principalmente il vomito autoindotto, l’assunzione di purghe, digiuni, esercizio fisico esagerato, ecc,
Il disturbo è stato descritto per la prima volta nel 1977 da Gerald Russell del Royal Free Hospital di Londra ed è stata
inserita nel DSM III come diagnosi autonoma nel 1980.
Tra i più importanti criteri utilizzati per la diagnosi di bulimia nervosa c’è
•
Ricorrenti episodi di abbuffate: un’abbuffata è caratterizzata dal fatto di mangiare in un definito periodo di
tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la gente mangerebbe in un simile
frangente e di perdere il proprio controllo
•
Utilizzo di metodi compensatori per prevenire l’aumento di peso quali: il vomito autoindotto, l’uso
esagerato di lassativi e diuretici, digiuno o esercizio fisico eccessivo
•
Le abbuffate e i metodi compensatori si verificano almeno due volte la settimana per tre mesi consecutivi
Il decorso della bulimia nervosa in genere è di tipo cronico intermittente con fasi di remissione e ricomparsa delle
abbuffate. Nel complesso le remissioni totali sono però superiori a quelle della AN e si attestano intorno al 70%.
Anche il livello di mortalità è inferiore a quello dell’AN ed è per lo più dovuto a complicanze cardiovascolari e al
suicidio. Si assiste poi ad una serie di disturbi fisici, talvolta anche gravi, provocati dal continuo vomito autoindotto
come ad esempio ipertrofia parotidea, lacerazioni esofagee, aritmie cardiache, perdita dello smalto dentale, ecc.
Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI)
Le peculiarità cliniche del Disturbo da Alimentazione Incontrollata (o Binge Eating Disorder) sono molto simili a
quelle della Bulimia Nervosa ma il DAI si differenzia da quest’ultima in quanto sono assenti condotte compensatorie
o eliminatorie inappropriate (come il vomito autoindotto, le purghe, ecc.). Da questo deriva che spesso i soggetti
con questo disturbo presentano sovrappeso o addirittura obesità.
Gli episodi di alimentazione incontrollata sono descritti come episodi in cui il paziente sente di perdere il controllo.
I momenti che seguono l’abbuffata sono caratterizzati da senso di colpa, depressione, disgusto verso se stessi, senso
di disagio e sofferenza.
La frequenza di questi episodi è di almeno due volte alla settimana per un periodo di sei mesi
E’ una categoria diagnostica relativamente giovane e quindi non esistono ancora numerose evidenze scientifiche, in
ogni caso è stato osservato che l’insorgenza di solito avviene nell’adolescenza oppure verso i trent’anni. . Il disturbo
colpisce più donne che uomini con un rapporto di 3 a 2.
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