PRIMA DI PARTIRE
AZIONE
ALCUNI DISTURBI MENTALI
DISTURBI D’ANSIA (in questa sezione tutto sull’ansia, attacchi di panico e fobie) Ansia e stress sono fenomeni di cui tutti fanno esperienza nel corso della vita in risposta a stimoli esterni più o meno intensi (un esame, un colloquio di lavoro, una gara sportiva, l'attesa di una notizia importante, il matrimonio ecc.). Entro certi limiti, non sono necessariamente reazioni negative. Anzi, nella giusta misura, sono assolutamente utili per dare la spinta ad essere più reattivi ed  efficienti di fronte alle sollecitazioni della vita. Quindi, se gli episodi ansiosi sono fastidiosi, ma gestibili, occasionali e di durata limitata nel tempo, non ci si deve assolutamente preoccupare. Al contrario, è importante consultare il medico e intraprendere un trattamento specifico quando preoccupazione, nervosismo, irritabilità e agitazione diventano molto intensi, persistenti e non controllabili, al punto da impedire di svolgere serenamente le attività quotidiane e interferire con le relazioni familiari e sociali, riducendo significativamente la qualità di vita. Vediamo come il DSM IV suddivide le varie tipologie di disturbi d’ansia. Disturbo D’Ansia Generalizzato (DAG) E’ caratterizzato da uno stato ansioso acuto e pervasivo che non abbandona il soggetto per almeno sei mesi. Il paziente mostra irrequietudine, insicurezza, indecisione e preoccupazione per la maggior parte delle ore e dei giorni. Ogni difficoltà o evento della vita viene vissuto con apprensione, spesso in prospettiva catastrofica per sé e per i propri cari. Le scelte quotidiane hanno una pesantezza drammatica e spesso sono rimandate o modificate. I ricordi vengono visti in luce negativa di rammarico, sfortuna e fallimento. La tensione che ne deriva rende il paziente irritabile con eccessi delle manifestazioni emotive. In genere il deterioramento sociale e lavorativo è significativo e il disturbo appare in comorbilità con disturbi dell’umore Attacco e disturbo di Panico L’attacco di panico è una crisi d’ansia molto intensa che insorge senza preavviso, raggiunge in pochi minuti il picco di massima intensità, e si esaurisce spontaneamente in circa mezz’ora. Tuttavia, il soggetto che l’ha sperimentata, nei periodi intercritici, cioè tra un episodio e l’altro, mantiene una grande paura che  l’attacco possa ripetersi (viene definita ansia anticipatoria). Nell’attacco di panico sono sempre presenti forti sintomi somatici come, tachicardia, sudorazione, vertigini, dispnea, tremori, dolori al petto, e un’intensa reazione d’allarme del soggetto che è letteralmente dominato dalla paura di morire, impazzire o comunque di perdere il controllo un’alterazione della coscienza, sotto forma di derealizzazione o depersonalizzazione. Il disturbo di panico è il ripetersi di attacchi di panico per un periodo di almeno un mese (con una frequenza tendenzialmente di uno o due episodi alla settimana), accompagnati dalle tipiche preoccupazioni intercritiche di cui si faceva cenno sopra. Agorafobia Con una netta prevalenza nel sesso femminile, consiste nella paura fobica di non poter essere aiutati o non potersi allontanare da luoghi (generalmente aperti, ampi e affollati) in cui si potrebbero verificare attacchi di panico. Per quanto i due disturbi siano associati nel 70-80% dei casi, il DSM li tratta come due entità nosografiche distinte Fobie Con il termine fobia viene generalmente indicata un'irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività, animali o persone, che può, nei casi più gravi, limitare l'autonomia del soggetto, ma che non rappresenta un reale pericolo per la persona. Il soggetto riconosce l’irragionevolezza della paura, ma non riesce a non provarla ogni volta che viene a contatto con lo stimolo fobico. Per questo il disturbo può diventare invalidante. In questi casi è sufficiente la condotta di evitamento dello stimolo fobico per prevenire l’insorgenza del sintomo. Oggi le fobie sono classificate come Fobie Specifiche: vengono diagnosticate se la fobia persiste per almeno 6 mesi negli individui al di sotto dei possono avere per oggetto o esseri viventi (animali), o ambienti naturali (temporali, acqua, ecc.), o oggetti (coltelli, ecc.), o funzioni (mangiare, defecare, ecc.), o situazioni (altezze, luoghi chiusi, volare, guidare, ecc.), o da contatto (lo sporco, il sangue, le iniezioni, ecc.). Fobia Sociale (FS): consiste in una paura intensa e irrazionale di situazioni sociali in cui l’individuo è esposto allo sguardo e al giudizio degli altri, con ansia che può assumere le caratteristiche di un attacco di panico. E’ più invalidante della fobia specifica, sia a livello sociale che a livello relazionale
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DISTURBI D’ANSIA (in questa sezione tutto sull’ansia, attacchi di panico e fobie) Ansia e stress sono fenomeni di cui tutti fanno esperienza nel corso della vita in risposta a stimoli esterni più o meno intensi (un esame, un colloquio di lavoro, una gara sportiva, l'attesa di una notizia importante, il matrimonio ecc.). Entro certi limiti, non sono necessariamente reazioni negative. Anzi, nella giusta misura, sono assolutamente utili per dare la spinta ad essere più reattivi ed  efficienti di fronte alle sollecitazioni della vita Quindi, se gli episodi ansiosi sono fastidiosi, ma gestibili, occasionali e di durata limitata nel tempo, non ci si deve assolutamente preoccupare. Al contrario, è importante consultare il medico e intraprendere un trattamento specifico quando preoccupazione, nervosismo, irritabilità e agitazione diventano molto intensi, persistenti e non controllabili, al punto da impedire di svolgere serenamente le attività quotidiane e interferire con le relazioni familiari e sociali, riducendo significativamente la qualità di vita. Vediamo come il DSM IV suddivide le varie tipologie di disturbi d’ansia. Disturbo D’Ansia Generalizzato (DAG) E’ caratterizzato da uno stato ansioso acuto e pervasivo che non abbandona il soggetto per almeno sei mesi paziente mostra irrequietudine, insicurezza, indecisione e preoccupazione per la maggior parte delle ore e dei giorni. Ogni difficoltà o evento della vita viene vissuto con apprensione, spesso in per i propri cari. Le scelte quotidiane hanno una pesantezza drammatica e spesso sono rimandate o modificate. I ricordi vengono visti in luce negativa di rammarico, sfortuna e fallimento. La tensione che ne deriva rende il paziente irritabile con eccessi delle manifestazioni emotive. In genere il deterioramento sociale e lavorativo è significativo e il disturbo appare in comorbilità con disturbi dell’umore Attacco e disturbo di Panico L’attacco di panico è una crisi d’ansia molto intensa che insorge senza preavviso, raggiunge in pochi minuti il picco di massima intensità, e si esaurisce spontaneamente in circa mezz’ora. Tuttavia, il soggetto che l’ha sperimentata, nei periodi intercritici, cioè tra un episodio e l’altro, mantiene una grande paura che  l’attacco possa ripetersi (viene definita ansia anticipatoria). Nell’attacco di panico sono sempre presenti forti sintomi somatici come, tachicardia, sudorazione, vertigini, dispnea, tremori, dolori al petto, e un’intensa reazione d’allarme del soggetto che è letteralmente dominato dalla paura di morire, impazzire o comunque di perdere il controllo un’alterazione della coscienza Il disturbo di panico è il ripetersi di attacchi di panico per un periodo di almeno un mese (con una frequenza tendenzialmente di uno o due episodi alla settimana), accompagnati dalle tipiche preoccupazioni intercritiche di cui si faceva cenno sopra. Agorafobia Con una netta prevalenza nel sesso femminile, consiste nella paura fobica di allontanare da luoghi (generalmente aperti, ampi e affollati) in cui si potrebbero verificare attacchi di panico. Per quanto i due disturbi siano associati nel 70-80% dei casi, il DSM li tratta come due entità nosografiche distinte Fobie Con il termine fobia viene generalmente indicata situazioni, oggetti, attività, animali o persone che non rappresenta un reale pericolo per la persona. Il soggetto riconosce l’irragionevolezza della paura, ma non riesce a non provarla ogni volta che viene a contatto con lo stimolo fobico. Per questo il disturbo può diventare invalidante. In questi casi è sufficiente la condotta di evitamento dello stimolo fobico per prevenire l’insorgenza del sintomo. Oggi le fobie sono classificate come Fobie Specifiche: vengono diagnosticate se la fobia persiste per almeno 6 mesi negli individui al di sotto dei possono avere per oggetto o esseri viventi (animali), o ambienti naturali (temporali, acqua, ecc.), o oggetti (coltelli, ecc.), o funzioni (mangiare, defecare, ecc.), o situazioni (altezze, luoghi chiusi, volare, guidare, ecc.), o da contatto (lo sporco, il sangue, le iniezioni, ecc.). Fobia Sociale (FS): consiste in una paura intensa e irrazionale di situazioni sociali in cui l’individuo è esposto allo sguardo e al giudizio degli altri, con ansia che può assumere le caratteristiche di un attacco di panico. E’ più invalidante della fobia specifica, sia a livello sociale che a livello relazionale
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